Crea sito

I muri spiegati ai bambini

di Alessandro Ghebreigziabiher

C’era una volta un pianeta.
Un piccolo pianeta, grande come un terreno.
Un terreno abbastanza vasto da vicino e quasi invisibile a occhio nudo, a meno di un telescopio eccezionale e gratuito, detto fantasia.
Sul terreno del pianeta piccolo vivevano due creature.
Due alieni, diremmo noi.
Due amici, dicevano loro tempo prima, quando entrambi avevano una casa e un giardino da coltivare, animali da allevare e acqua con cui rinfrescare le labbra e la vita stessa.
I due vivevano l’uno accanto all’altro e avresti fatto fatica a capire dove finisse la fortuna del primo e iniziasse quella del secondo.
Tuttavia, come spesso accade, la buona sorte si dimostrò meno generosa e, soprattutto, meno equa.
Cosicché, la dea bendata voltò le spalle a uno dei due.
Di conseguenza, mentre la porzione di terra del primo rimase florida e fruttuosa, l’altra si rivelò arida e morente.
Lo sfortunato decise di chiedere aiuto all’amico e quest’ultimo non si tirò indietro e offrì il proprio sostegno.
Gli propose di lavorare per lui e in cambio si impegnò a fornirgli ciò di cui aveva bisogno.
Finché…
Che siano banditi i finché di questo mondo, perché arrivo il giorno in cui l’alieno baciato dalla sorte divenne così avvezzo ad avere qualcun altro a lavorare al suo posto che cominciò a temere il giorno in cui le cose sarebbero cambiate a suo sfavore.
Così, decise di costruire accanto alla casa un ampio magazzino e iniziò a diminuire il compenso per l’amico, per poi riempire il primo di tutto quel che avanzava per sé.
Diminuisci un giorno e diminuisci l’altro, l’amico sventurato cominciò a patire la fame e a protestare, all’inizio timidamente.
Diminuisci l’indomani e diminuisci il giorno dopo ancora, il poveretto prese a reagire con veemenza.


Allora l’alieno avvantaggiato dal destino si spaventò e al contempo si arrabbiò, perché non capiva le ragioni dell’altro, ritenendolo un ingrato.
Durante la notte che seguì all’accesa lite non riuscì a chiudere occhio e pensando al magazzino ormai pieno decise di mettere la parola fine ai rapporti con l’ormai ex amico.
Difatti, il giorno dopo, quest’ultimo trovò tra la sua terra e quella dell’altro un muro altissimo.
Ci rimase assai male e deluso e sconfortato sollevò il capo verso il cielo testimone della loro vita insieme.
Subito dopo, si lanciò immediatamente sul muro e tentò di scavalcarlo, gridando a squarciagola il nome del vecchio compagno.
Niente da fare, la parete era eccessivamente elevata e troppo spessa.
Solo un’eco sbiadita raggiungeva le orecchie dell’altro, seduto a tavola, mentre mangiava a quattro palmenti il suo cibo.
L’alieno sfortunato non si arrese e si dannò per raggiungere perlomeno la cima del muro, per farsi udire dall’altro.
Alla fine ci riuscì, ma ormai era troppo tardi.
E malgrado il suo tentativo di avvertirlo, fu così che l’alieno fortunato, la sua casa e il suo prezioso magazzino vennero schiacciati da un gigantesco meteorite…

Tratto da  Storie e notizie n.1441
Compra l’ultimo libro di Alessandro Ghebreigziabiher , Elisa e il meraviglioso degli oggetti
Leggi anche il racconto della settimana: La lampadina straniera
Leggi altre storie di migranti
Vieni a vedermi a teatro nella commedia Curami 
Ascolta la mia canzone La libertà
Guarda un estratto del mio ultimo spettacolo E’ incredibile quello che una piccola luce può fare

Author: M.L.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

Share This Post On

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi